Translate

venerdì 6 dicembre 2013

EZIO GRIBAUDO e il Concilio Vaticano II tra l'Imperatore Santo e Papa Wojtyla. Mostra d'arte a San Mauro Torinese

Gribaudo nel suo studio tra le opere dedicate al Concilio Vaticano II
Dall’8 al  26 dicembre 2013, nella Sala della Giunta del Palazzo Municipale del Comune di San Mauro Torinese, in via Martiri della Libertà 150, si terrà la mostra d’arte contemporanea “Ezio Gribaudo e il Concilio Vaticano II. Tra l'Imperatore Santo e Papa Wojtyla”, a cura di Paola Gribaudo e Ioannis Kantzas. Orari: lunedì-sabato 16-20, mattino su prenotazione; domenica 11-12. Info: tel. 011.8228011. Entrata libera. La mostra s’inserisce nelle manifestazioni di Natale del Comune, che si concluderanno con il Presepe vivente organizzato dall’Associazione Orsarese.

Come sottolinea il Sindaco, Ing. Ugo Dallolio, nella presentazione del catalogo Skira: “l’Amministrazione Comunale e la Cittadinanza di San Mauro danno il benvenuto all’artista Ezio Gribaudo, la cui notorietà supera i confini nazionali, basta leggere la voce a lui dedicata dalla grande “Enciclopedia Treccani”: “Pittore, scultore e grafico italiano. Ha studiato architettura e si è interessato alle tecniche grafiche e tipografiche. Vicino alle esperienze di Tapies, Burri, Fontana, Gribaudo esalta l'importanza della materia; per le sue tavole (rilievi, rilievi e serigrafie, bassorilievi) e per le sue sculture, realizzate in polistirolo (Logogrifi), usa prevalentemente il bianco su bianco. Come grafico ha ricevuto numerosi premî (Quadriennale di Roma, 1965; Biennale di Venezia, 1966; Biennale di San Paolo del Brasile, 1967)”.
Le opere in mostra nel Palazzo Comunale richiamano i grandi eventi del 2013, in particolare l’Anno della Fede, il cinquantenario del Concilio Vaticano II e l’Anno costantiniano oltre alla futura canonizzazione di Papa Wojtyla, che con Giovanni XXIII, sarà proclamato santo il prossimo 27 aprile 2014. Le opere del maestro Gribaudo sono state esposte per la prima volta a Torino nel 1964 da Gian Enzo Sperone alla Galleria “il Punto”, nel 1965 a Roma alla Galleria Pogliani e nel 1963 da Cardazzo a Venezia alla Galleria del Cavallino e sono documentate nell’Enciclopedia del Concilio Vaticano II.
Ora, dopo cinquant'anni, sono raccolte in un volume Skira, accompagnate da testi inediti di don Andrea Pacini e Ivan Fassio oltre ad un’antologia di testi, da Albino Galvano a Luigi Carluccio, da Andreina Griseri a Giuseppe Marchiori, da Nicola Miceli e Martina Corgnati unitamente ad una poesia di Cesare Zavattini e ad un testo di Sua Eminenza il Cardinale Francesco Coccopalmerio.
L’esposizione “Ezio Gribaudo e il Concilio Vaticano II. Tra l'Imperatore Santo e Papa Wojtyla” vuole anche ribadire l’importanza del legame ecumenico tra Oriente e Occidente – molto caro al piemontese Cardinale Carlo Maria Martini.
Il Comune di San Mauro Torinese con questo omaggio a Gribaudo intende proseguire il suo impegno nei confronti di quegli artisti che hanno contribuito all’evoluzione dell’arte contemporanea in Piemonte, in Italia e all’estero (vgc).

giovedì 28 novembre 2013

IL LUOGOTENENTE DEL RISORGIMENTO. Conferenza finale degli Aperitivi dell'Ass. Immagine per il Piemonte



Perché un personaggio di tale statura, che tanto ha influito sugli eventi che
hanno contraddistinto uno dei periodi più importanti, significativi e complessi
della storia d'Italia, ha trovato così poco riscontro presso gli storici
tanto da essere quasi dimenticato?



Si conclude il ciclo autunnale degli Aperitivi Culturali dell’Associazione Immagine per il Piemonte con una conferenza su un artefice del Risorgimento dimenticato: Eugenio Emanuele di Savoia Carignano Villafranca (1816-1888): il Luogotenente del Risorgimento, ritornato all'attenzione dei lettori ad opera del gen. Mauro Ferranti, autore della biografia Eugenio di Savoia-Carignano (Umberto Soletti Editore, 2013 www.umbertosolettieditore.com). Il 28 novembre nella Sala Principe Eugenio in via Legnano 2/b a Torino con l'autore intervengono: Marco Albera (Fondazione Accorsi-Ometto), il Ten. Col. Marcello Marzani (Comando Regione Militare Nord), l’editore Gianluca Soletti. Modera: lo storico e giornalista Vittorio G. Cardinali. Saranno presenti: Leopoldo Francesco Villafranca Soissons con il figlio Daniel Alexis Villafranca Soissons della famiglia dei Conti Villafranca Soissons (Milano), discendenti del Principe Eugenio Emanuele di Savoia.

Mauro Ferranti, Generale di Brigata in ausiliaria e appassionato studioso di storia patria, dopo anni di faticoso lavoro, propone la sua completa e avvicente biografia di Eugenio di Savoia Carignano che, come recita il sottotitolo fu "un artefice del Risorgimento Italiano". Un'indagine rigorosa e di ampio respiro su di un personaggio fondamentale eppure, stranamente, a lungo trascurato dalla storiografia maggiore.
Eugenio di Savoia-Carignano fu al centro e all’acme del potere durante tutto il gravido periodo storico del Risorgimento, dai primi moti del 1821 fino al susseguirsi degli eventi che in meno di cinquant’anni portarono all’unificazione dell’Italia.
Ammiraglio comandante della Marina Sarda, Luogotenente del Re in più occasioni, incaricato di missioni politiche e diplomatiche di delicata importanza, ebbe sempre posizioni di grande evidenza e di grandi responsabilità e fu sempre ascoltato consigliere al fianco di tre sovrani sabaudi: Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II e Umberto I.
Stimato e ammirato allora per le sue capacità e il suo attaccamento all’Italia e alla casa regnante, andrebbe nuovamente celebrato come fece, nel 1899, lo storico Emilio Pinchia: “La nostra Nazione deve ricordare quanto tatto, quanto patriottismo, quanto accorgimento politico fosse in quel principe che si mantenne volontariamente in disparte, discreto e devoto a lato del trono, pronto all’opera, fido nei consigli, e con un riserbo tanto più meritevole quanto più era sicuro il suo ingegno. Il nobile portamento, la dignità dei modi, l’inflessibile lealtà della sua condotta, lo fanno degno di reverente memoria, come italiano e come principe di Savoia” (vgc)

mercoledì 13 novembre 2013

OMICIDIO A CORTE. Massimo Centini indaga sulla misteriosa morte di Amedeo VII, il Conte Rosso



Il terzo appuntamento degli "Aperitivi Culturali 2013" dell’Associazione Immagine per il Piemonte si tiene giovedì 14 novembre, sempre nella Sala Principe Eugenio, via Legnano 2/b alle ore 18, ed è incentrato sull’ultimo libro di Massimo Centini, Omicidio a Corte. Indagine sulla morte del Conte Rosso, Amedeo VII di Savoia, edito da ArabA Fenice, prefazione di Vittorio G. Cardinali, costituisce un’interessante occasione per una lettura diversa di un frammento della storia sabauda. Con l'autore ne parlano lo storico Vittorio G. Cardinali e il docente Roberto Solari. Infatti, la morte di Amedeo VII, detto il Conte Rosso, è circondata da un’aura di mistero. Una fine naturale, a seguito di un grave incidente di caccia, o avvelenamento?
Amedeo VII il Conte Rosso
Da tempo gli storici cercano di dare una risposta. Ci prova oggi Massimo Centini: vestendo i panni dell’investigatore, prova a raccogliere indizi e informazioni, materiali d’archivio e notizie, organizzando il tutto con un’impostazione criminologica. Ne scaturisce un quadro interessante, sempre radicato nella storia e a tratti avvincente.
Un caso del XIV secolo raccontato con linguaggio semplice, ma sempre scientifico, che offre ai lettori tutte le necessarie informazioni metodologiche per l’approccio alle diverse tematiche trattate all’interno del testo. Un pratico contributo è costituito da tutta una serie di box distribuiti nei singoli capitoli e utili per approfondimenti e chiarimenti tecnici.
L’ultima fase della vita del Conte Rosso – che ha la sua scenografia nel castello di Ripaille – se osservata tenendo conto del brulicare di fatti che l’hanno caratterizzata, si presenta con i toni di un autentico giallo, anche se il plot è totalmente immerso nella storia e costellato di risvolti misteriosi, intrighi, presunte congiure e forse un po’ di magia.

Il clou della questione riguarda soprattutto le cause della morte Conte Rosso. La vicenda giuridica che ne seguì portò alla luce presunti errori diagnostici e terapie discutibili. Infatti, i rimedi impiegati dell’epoca potevano essere talmente bizzarri e lontani dall’attuale farmacopea da non consentire un giudizio in merito.
Intrighi di corte e manovre di potere, inevitabili in anni di frequenti guerre e segnati da un continuo ridisegno dei confini dei singoli domini, si inseriscono a buon titolo nel legittimare la vicenda come un vero e proprio giallo a sfondo storico: un lontano e misterioso episodio, contemporaneamente un’interessante testimonianza di storia e non ultima una vicenda che può essere osservata in modo suggestivo e appassionate attraverso l’ottica criminologica (vgc)

mercoledì 16 ottobre 2013

350° DELLA NASCITA DEL PRINCIPE EUGENIO DI SAVOIA. Celebrazioni a Torino.


Vienna 18-10-2013 riapertura del Winterpalais del Principe Eugenio
Quest’anno si celebra a Torino e a Vienna il 350° anniversario della nascita del principe Eugenio di Savoia Carignano Soissons, condottiero, stratega e mecenate.
L’Associazione Immagine per il Piemonte (v. Legnano 2/b, Torino, tel. 335 216045, info@immagineperilpiemonte.it) commemora la sua figura europea con una conferenza, un itinerario culturale e una celebrazione religiosa, in contemporanea con Vienna, dove si svolge l’inaugurazione del restaurato Palazzo d’Inverno del principe sabaudo, nella Himmelpfortgasse 8, al centro della capitale imperiale.
Nella conferenza di storia e costume – che si terrà il 18 ottobre - Secondo Furno Marchese parla dei"Savoia Soissons e Mancini: due famiglie tra processi, intrighi e potere" mentre Pietro Terzolo, presidente del Centro Studi Eugeniani, descrive "La partenza da Parigi del giovane Eugenio...".
Una messa anniversaria per i 350 anni della nascita del principe viene officiata il 19 ottobre alle 18,30 dal Rettore della Real Chiesa di Santa Cristina don Adolfo Ferrero, alla presenza di una rappresentanza del Gruppo Storico Militare Pietro Micca. Infine il 25 ottobre ci sarà una passeggiata culturale di mezza giornata dedicata alle orme lasciate dal principe sabaudo a Torino. Inizia dalle Reali Tombe della Basilica di Superga e si conclude nel centro storico di Torino per approfondire la genialità militare del condottiero. La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata direttamente sul sito www.piemonteitalia.eu; telefonando al numero verde 800.329.329
La genialità militare con cui liberò la città dagli assedianti francesi, quella genialità per cui era ammirato da Napoleone, da Federico il Grande e per cui divenne per antonomasia l’eroe senza rivali della Monarchia absburgica. La Vienna di oggi è impensabile senza di lui. Nato francese (Parigi, 18 ottobre 1663), figlio di madre italiana e di padre savoiardo, dedicò la sua vita al servizio della casa di Absburgo. Per questo su un lato del suo monumento a Vienna sta scritto: “Al glorioso vincitore dei nemici dell’Austria”. Proprio il servizio (fedele sempre al giuramento fatto a ventidue anni) era stato la stella polare della sua vita, mentre l’arte che lo indusse a raccogliere quadrerie e biblioteche splendide, fu la sua passione costante. Infatti, i meriti di Eugenio furono straordinari non solo in campo militare, ma anche diplomatico e culturale. Anche per questo su un altro lato del monumento sta scritto: “Al saggio consigliere di tre imperatori”.
Ebbe un alto concetto dell’amicizia e le vittorie sulle armi della Francia furono tanto merito suo quanto del comandante inglese Marlborough: esiste una medaglia su cui sono raffigurati come Castore e Polluce.
Come dice Henderson nella sua ampia biografia, tre furono i durevoli successi della sua vita: impedì che l’impero fosse conquistato da Luigi XIV; infranse l’ultimo assalto all’Occidente della potenza ottomana e, infine, fu uno dei maggiori mecenati delle arti che il mondo abbia mai visto. Nonostante tutte le vittorie e gli incarichi ricoperti sdegnò le tentazioni sia del fasto che della ricchezza, conducendo una vita semplice e preferendo dotare la città che lo ospitava di palazzi e monumenti che la abbellissero.
Come acutamente scrisse Rousseau, che compose due odi in onore di Eugenio, fu imparando a vincere se stesso che apprese a domare i suoi più fieri nemici.
Al principe Eugenio di Savoia spetta un posto di primo piano nella storia del secolo XVIII. È stato guida e stratega di grandi battaglie, ma più importanti ci appaiono oggi la lungimirante capacità politica e le doti di statista che gli consentirono di porre alla politica asburgica obiettivi lontani.
Ma da noi cosa si sa di Eugenio, che Napoleone considerava uno dei più grandi condottieri di tutti i tempi? «Se ne sa poco o niente – ha scritto il filosofo Anacleto Verrecchia - perché l’Italia, per una provinciale forma di sciovinismo alla rovescia, si lascia scippare facilmente quello che in qualche modo le appartiene. Forse perché siamo più abituati a portare la livrea che a reggere il bastone del comando».
La sua variegata personalità gli permise di salvare l’Impero, alla fine del Seicento, dall’invasione ottomana e lo guidò a raccogliere capolavori d’arte con lo spirito del collezionista settecentesco, così come in quegli anni si delineava tale figura nelle principali corti europee. Dal palazzo del Belvedere a Vienna, le sue collezioni d’arte formano oggi il corpus principale delle raccolte della Galleria Sabauda di Torino, vanto della nostra città. I torinesi gli devono la liberazione della città e la vittoria contro la Francia, che permise al Ducato di Savoia di trasformarsi in quel regno (di Sicilia, poi di Sardegna) destinato a diventare il Regno dell’Italia unita.
Questo è il personaggio che quest’anno si celebra, e senza l’intervento determinante del quale Torino, il Piemonte e l’Italia non avrebbero raggiunto la situazione attuale (vgc).
Nella R. Chiesa di S. Cristina l'affresco con il voto di Vittorio Amedeo II ed Eugenio di Savoia.


mercoledì 18 settembre 2013

CURIOSITA' e SEGRETI nelle carte risorgimentali del CENTRO STUDI C. NIGRA A CASTELLAMONTE

Sabato 21 settembre nella prestigiosa cornice del Castello di Castellamonte si svolgerà la quarta edizione dei simposi (con ingresso libero) dedicati a Camillo Cavour e Costantino Nigra, due protagonisti del nostro Risorgimento, ideati e organizzati dall'infaticabile Roberto Favero, presidente dell'Associazione Nigra, con la collaborazione del Comune di Castellamonte, della Fondazione Cavour e dell’Associazione Immagine per il Piemonte, in occasione della 53^ edizione della Mostra della Ceramica.
Il tema scelto per il 2013 è particolarmente invogliante: "Curiosità e segreti di storia patria: le verità di Costantino Nigra raccontate nella sua corrispondenza", una raccolta di notizie, sui grandi temi del Risorgimento, raccontate da grandi esperti sulla base di documenti inediti raccolti dal Centro Studi. Aprirà il convegno il giornalista Vittorio G. Cardinali che introdurrà il tema ed i vari relatori con un programma ricco di argomenti di interesse anche per il pubblico più eterogeneo: Nerio Nesi, Presidente della Fondazione Cavour, parlerà dei difficili rapporti tra Cavour e Garibaldi; la giornalista televisiva Barbara Ronchi della Rocca illustrerà il ruolo della Castiglione e di Nigra nella ricerca dell'alleanza con la Francia; la studiosa siciliana Annamaria Falciglia svolgerà l'intrigante tema delle relazioni tra Nigra e l'Imperatrice Eugenia, mentre l'Ambasciatore Massimo Spinetti intratterrà sui rapporti tra Nigra e l'ambasciatore austriaco Metternich nella Vienna della Triplice Alleanza.
Chiuderà i lavori del convegno il Presidente dell'Associazione Nigra Roberto Favero con una panoramica di grande interesse sull'attività di Nigra come Ambasciatore d'Italia nelle grandi capitali europee. Coronamento finale del nutrito pomeriggio di cultura ci sarà lo scoprimento di un busto al bel Costantino, che il ceramista Roberto Perino consegnerà al Centro Studi, e il conferimento di onorificenze ad alcuni benefattori che hanno destinato al Centro alcuni importanti cimeli appartenuti a Costantino Nigra.
Nell'occasione verrà anche presentata l'ultima fatica di Roberto Favero per valorizzare la figura di Costantino Nigra, un volume che raccoglie importanti testimonianze sulla storia del Risorgimento, raccolte da lettere originali e inedite, come si deduce dal titolo: Verità e segreti di storia risorgimentale nella corrispondenza di Costantino Nigra.

giovedì 12 settembre 2013

AMEDEO D'AOSTA METTE ALL'ASTA ARREDI DIPINTI E ARGENTI DELLA SUA RESIDENZA DI SAN ROCCO


La notizia sta facendo il giro di tutti i circoli monarchici e degli ambienti aristocratici italiani sollevando non poche critiche. Il duca Amedeo di Savoia-Aosta mette all’asta da Bolaffi gran parte degli arredi della sua residenza San Rocco di Castiglion Fibocchi in Toscana. Infatti gli appassionati di storia sabauda hanno già da tempo la data bloccata. L’appuntamento è per il 25 settembre in via Cavour 17 nella Sala Bolaffi, due giorni prima del 70° genetliaco del principe, erede potenziale al trono d’Italia. Il catalogo online si può sfogliare sul sito www.bolaffi.it, e-mail aste@bolaffi.it
Il duca Amedeo nella sua residenza del Borro (1985) ora dei Ferragamo.
La base d’asta complessiva è di 850mila euro per circa 600 lotti, ma il cuore dell’incanto sarà rappresentato dai beni di “S.A.R. il principe Amedeo di Savoia, Duca di Aosta”, circa 300 oggetti di ottima qualità tra argenti, ceramiche, libri, dipinti, arredi dal XVI al XX secolo.
Prezzi per tutti i gusti: dalla sedia a dondolo America in mogano (stima da 200 euro) allo scrittoio stile Impero (400), dal pesce mobile in metallo argentato (100) a due aironi in porcellana (Cina XVIII sec. 5000 euro), poi un gruppo di 18 libretti di teatro e 4 partiture musicali (200), 12 ventagli in carta e legno (120 euro), piede d’elefante cacciato da Elena d’Orlèans, moglie del duca Emanuele Filiberto (350 euro), fino ad arrivare ai ritratti degli avi sabaudi: Amedeo IX, Carlo Emanuele I, Vittorio Amedeo II, Eugenio di Savoia.
Insomma oli su tela ma anche oggetti di uso quotidiano con gli emblemi di casa Savoia e delle famiglie reali europee imparentate, come il servizio da tavola di trecento pezzi della fine dell’Ottocento (base 10 mila euro) o la brocca d’argento con le armi di Olga Kostantinovna Romanova, moglie di Giorgio I di Grecia (base 3 mila).
La scelta della casa d’aste di via Cavour pare azzeccata perché Torino è ancora un città legata sentimentalmente ai Savoia e – dati i tempi di crisi – come ha sottolineato l’amministratore delegato Giulio Filippo Bolaffi «i prezzi di partenza sono decisamente competitivi, perché sarà il mercato a decretare il giusto valore degli oggetti proposti».
Alle critiche dei monarchici amareggiati che vedono in questo gesto anche una delegittimazione del duca, qualcuno mormora addirittura “fossi in Vittorio Emanuele, parteciperei all'asta per comperare quei beni... umiliando Amedeo” oppure “Amedeo d’Aosta è alla frutta, si vende le bomboniere!”, risponde il duca “Certi pezzi non li venderò mai. Non capisco però certi malumori. I tempi sono cambiati” e replica la contessa Olghina di Robilant: “Non credo vi sia niente di così drammatico nella notizia. Hanno semplicemente bisogno di soldi. Maria Gabriella ha fatto lo stesso da Christie's qualche anno fa, e pari dicasi per il 90% delle famiglie Reali per non parlare dei Romanov. Leggo sempre la rivista francese "Point de Vue" e quasi ogni settimana vi sono esposti beni di famiglie reali che vendono oggetti di casa in aste. Anche gli inglesi se per questo. Troppa roba da gestire e mantenere in tempi di crisi economica. La legittimità del capo di Casa Savoia non può essere messa in dubbio per questo” (vgc)

giovedì 23 maggio 2013

DIMORE STORICHE TRA PIEMONTE E SAVOIA. Convegno con studiosi francesi e italiani all'Archivio di Stato


Nell’ambito del programma “Torino incontra la Francia” l’Associazione Dimore Storiche Italiane, sezione Piemonte e Valle d'Aosta, promuove il 25 maggio, dalle 10 alle 13, in piazzetta Mollino (Sala Conferenze dell'Archivio di Stato di Torino) un convegno di studi per analizzare rapporti e legami tra Piemonte e Savoia, le due regioni che formavano fino a 150 anni orsono un solo stato, il Regno di Sardegna. Nel corso della mattinata verranno evidenziati legami famigliari, oggetti, documenti che trovano concreta conservazione oggi in molti palazzi e castelli della nostra regione. Tra gli interventi e i saluti: Fabrizio Folonari, Edith Ravaux, Frederic Bouilleux, Hervè de Lacotte, Pietro Passerin d’Entrèves, Marco Carassi, Silvia Cavicchioli, Paola Casana, Edoardo Greppi e Tomaso Ricardi di Netro (info tel. 011 8129495). vgc
Il castello Roero sulla collina di Guarene (Alba).
Il maniero di Montemagno nell'Astigiano